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Domitilla e la Stellla delle parole perseLa nuovissima produzione della MARKUS ZOHNER THEATER COMPAGNIE |
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![]() ![]() ![]() Un dolcissimo incentivo alla lettura, all’ascolto, alla narrazione, alla fantasiaLo spettacolo vuole essere un incentivo alla lettura, all’ascolto, alla narrazione, alla fantasia.Tramite un personaggio fantasioso si cerca di accompagnare i bambini in un percorso teatrale fatto di storie lette, raccontate, inventate. Un intreccio che spazia dalla parola scritta alla parola orale attraverso diversi stili di scrittura e di letteratura, dal racconto scritto alla filastrocca, dalla favola alla rima, dalla storia letta alla leggenda. Si vuole far condividere ai bambini il piacere della lettura e della scrittura attraverso la storia della protagonista, la sua occupazione, il suo modo fantasioso di essere e di vivere. Nella storia di base e nello spettacolo viene dato spazio e voce viva alle parole perse, alle parole dette e mai udite, alla parole enunciate senza una ragione. Il bambino si trova molto spesso confrontato con il bisogno di parlare, di comunicare al mondo adulto le sue paure, le sue necessità, a voler condividere le sue fantasie. E molto spesso non viene ascoltato oppure l’adulto finge soltanto di ascoltarlo mentre è immerso in altri pensieri. Questo lato frustrante legato al linguaggio verbale è un aspetto che ci interessa e che vogliamo approfondire nello spettacolo per dare al bambino l’opportunità di sentirsi preso sul serio e di vedere quanto questa frustrazione è simile e vissuta anche da altri. Così il sentirsi ignorato può trasformarsi in un atto di liberazione e creatività attraverso altri mezzi di comunicazione, come fa Domitilla con le parole perse che riconsegna sotto forma di storia alla loro primaria e naturale funzione, quella di essere ascoltate, lette, scritte sotto forma di una filastrocca, una favola, una leggenda. Riciclare le parole abbandonate è un’operazione ecologica dello spirito umano, un prendere coscienza della bellezza di questo strumento meraviglioso in modo che non venga snaturato, non se ne faccia un abuso, non venga utilizzato a vanvera, ma rispettato. La parola viene riproposta nella sua funzione originale di comunicativa, creatività, ricerca di gioco, concretizzazione di un pensiero, dialogo e non soltanto come veicolo esasperante di vuoto rumore, di discorsi vacui, di inquinamento fonico. Oltre alla storia di base della protagonista si alternano filastrocche, storie storte, storie da far paura, storie da ridere e che fanno pensare. LA STORIA Domitilla è la signora che vive sulla Stellla con tre elle, una stella luminosa che si può vedere al centro del cielo, quella stella che non va mai in vacanza come le altre, non inciampa mai o cade. Domitilla vive nella punta a cono più alta, dove si può scorgere una finestra senza vetro e intelaiatura, ma con una maniglia e cardini lucenti e dentro a quella finestra si può intravedere una stanza e lì appare Domitilla impegnata nella sua occupazione giornaliera. La signora che vive nella Stellla si occupa delle parole perse. Il suo sacco magico trovaparole si occupa di racimolare sulla terra tutte quelle parole dette e non ascoltate che vagano come orfane, abbandonate, scaricate senza sapere cosa fare e le porta sulla Stellla. Qui vengono catalogate e messe in appositi barattoli e bottiglie con la data del ritrovamento. Così Domitilla compone delle storie utilizzando tutte le parole perse che ha a sua disposizione. Traccia nelle posizioni più assurde segni con la sua matitaombra sui fogli più disparati che compongono poi i suoi strani libri. La matitaombra traccia soltanto l’ombra della parola e la parola persa, presa in considerazione, chiamata in gioco, può mettersi così comodamente sul foglio, può sistemarsi in attesa del suo momento. In questo modo i barattoli e le bottiglie si svuotano a poco a poco dalle parole perse per poi venir riempite nuovamente da nuovi arrivi. Una volta che ha scritto tante delle sue storie create con il materiale dei barattoli, le dispone con cura nelle innumerevoli tasche del suo mantellobiblioteca con il quale parte alla volta del pianeta azzurro per compiere la sua missione durante la stagione dei racconti. In questo modo legge, racconta, sussurra storie inventate con le parole perse recuperate sulla terra come Il bosco oscuro, Carlina e la parola che non si dice, Una corta storia storta. E grazie alla partecipazione attiva del pubblico che le ascolta, che ne condivide la trama, le immagini, la paura, la comicità, la tristezza, le parole perse una volta riacquistata la loro naturale funzione, tornano libere e felici e abbandonano i libri di Domitilla, che può così ritornare con i suoi libri ormai svuotati e completamente bianchi sulla sua Stellla, a continuare la sua missione di „Signora delle parole perse“. |
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![]() Documenti Cartolina DOMITILLA generica Cartolina DOMITILLA PRIMA ASSOLUTA Lugano (pdf, 250 KB) Comunicato Stampa DOMITILLA PRIMA ASSOLUTA LUGANO Critiche di stampa Domitilla e la Stellla delle parole perse |
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