Espressione di intelligenza ironica e spiritosità


ODISSEA: Una vivacità di colori teatrali

Si conclude il trittico di Barbuiani e Zohner

L’imponente statura di Markus Zohner accanto alle minute dimensioni di Patrizia Barbuiani.
Due realtà fisiche così distinte e contrastanti formano da anni un’identità teatrale sfuggendo alla facile comicità che suggerisce l’accostamento. Un’omogeneità creativa e espressiva che ha fatto di necessità virtù, suggerendo ai due artisti di inventarsi come far convivere sulla scena due « stature » così contrastanti, per raccontare storie che fanno il giro del mondo raccogliendo allori, attestati di stima e critiche entusiaste.

Lo hanno fatto inventandosi un registro comunicativo che, se d’un canto ha giustificato l’apparente staticità di due attori semplicemente seduti di fronte al pubblico per tutto il tempo della rappresentazione ( sembra banale, ma all’origine di belle intuizioni ci possono essere anche semplici esigenze «tecniche» ), dall’altro ha permesso loro di sviluppare registri espressivi debitori delle lezioni mimico- narrative di grandi maestri, dalle verbalità affabulatorie di Dario Fo con il suo grammelot al buffone di Jacques Lecoq passando per l’elegante semplicità clownesca di Dimitri.

Allo Studio Foce di Lugano hanno avuto luogo alcune repliche di Odysse, spettacolo che vive da oltre un anno e che, con le Storie eroticomiche da "Le mille e una notte" e HA!HAmlet! chiude in un trittico le produzioni con cui il duo Zohner- Barbuiani ha esplorato una teatralità con uno stile che parla in modo convincente a platee linguistiche diverse fra loro.

Odysse- Ulisse- Odisseo e il suo ritorno a Itaca dopo la guerra di Troia sono il filo di un racconto che si snoda in due tempi per una durata complessiva di due ore. Dall’Olimpo all’Ade, il lungo viaggio di Ulisse attraverso le mille insidie è stato ispiratore di monumenti letterari da Dante, Melville a Joyce e di molti altri scrittori, filosofi che hanno letto nella millenaria avventura dell’eroe omerico, intelligente e scaltro, una metafora della vita.

 La sua avventurosa via del ritorno parte dalle rovine di Troia dopo una guerra durata dieci anni. A bordo della sua nave con un manipolo di fedelissimi, Ulisse, protetto da Atena con il beneplacito di Giove, attraversa il mediterraneo incontrando il ciclope Polifemo, la vendetta di Poseidone, il canto mortalmente seduttivo delle sirene, la maga Circe, i mostri di Scilla e Cariddi, le mucche dal vello d’oro, l’ira degli dei.

 La scena a due proposta da Patrizia Barbuiani e Markus Zohner convince e permette di apprezzare ulteriormente i due attori, la loro diversità, le loro qualità interpretative, una vivacità di colori teatrali che è anche espressione di intelligenza ironica e spiritosa. Una qualità che i due sanno esplicitare con un lavoro che si estende a un’intensa attività seminariale e didattica internazionale accanto a un processo creativo che li vede confrontati alla regia e alla scrittura.

Giorgio Thoeni



Giornale AZIONE
Data di pubblicazione 28.04.05
Luogo di pubblicazione Lugano
Autore Giorgio Thoeni
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